MO!: Il tuo talento è evidente... credi arriverà un giorno in cui deciderai di far diventare la fotografia una professione o sostieni come molti che quando le passioni diventano fonte di guadagno la magia sparisce? KB: La fotografia per me rimarrà per sempre una passione, l'intelligenza dell'artista contemporaneo sta nel riuscire a mantenerla tale rendendola professione, questo è uno dei miei principali obbiettivi. Sono dell'idea che dal momento in cui un artista muta la propria arte per guadagno piegandosi ai gusti e interessi della massa annulla se stesso, non è la magia a sparire, ma la personalità stessa dell'artista.
MO!: La scelta di lavorare con modelle alternative rappresenta una forma di rifiuto verso qualcosa? KB: Dipende come si considera il significato di "vera" e di "immagine". Ognuno ha il proprio concetto di vero che può essere razionale o irrazionale, da qui si collega il concetto di immagine che può essere artistica o solamente finalizzata a scopi illustrativi. La foto artistica cioè l'opera d'arte, è vera solo se è la perfetta proiezione dell'artista. Faccio fatica a concepire un'idea di foto vera essendo essa stessa una copia della realtà, o punto di vista personale dell'artista. Nessuna forma di rifiuto. Penso che malgrado i soggetti, non sia la solo la modella a rendere alternativa l'immagine, essa è sicuramente un fattore influente e collabora inevitabilmente nella creazione della foto. Se vi sono forme di rifiuto non stanno esclusivamente nella scelta del soggetto ma nell'utilizzo che si fa di esso.
MO!: L'alone darkeggiante nei tuoi scatti da cosa è sviluppato? KB: Credo che l'opera d'arte di ogni artista sia la proiezione del proprio mondo, la capacità dello spettatore sta nell'interpretarlo correttamente al di là dell'estetica dell'opera. Quindi l'alone "darkeggiante" non è necessariamente una visione pessimistica e maliconca del mondo come la maggioranza è portata a pensare, considero questo un concetto superficiale che spesso viene attribuito ai miei lavori. Vedo nelle atmosfere oscure, solitarie e misteriose la creazione di se stessi che avviene appunto per mezzi propri, nel silenzio, nella riflessione, negli ambienti "vuoti". Come lo è nella mitologia greca anche in molte altre mitologie la creazione del tutto avviene dal nulla e dall'oscurità, come ad esempio è Caos per i greci. Credo comunque che dopotutto il proprio stampo personale presente nelle proprie opere venga imposto da gusti e preferenze, al di là del significato.
MO!: L'immagine è "vera" solamente se si tratta di una foto di reportage, o qualsiasi foto lo è anche se fotoritoccata? KB: Dipende come si considera il significato di "vera" e di "immagine". Ognuno ha il proprio concetto di vero che può essere razionale o irrazionale, da qui si collega il concetto di immagine che può essere artistica o solamente finalizzata a scopi illustrativi. La foto artistica cioè l'opera d'arte, è vera solo se è la perfetta proiezione dell'artista. Faccio fatica a concepire un'idea di foto vera essendo essa stessa una copia della realtà, o punto di vista personale dell'artista.
MO!: Quanto ritieni sia fondamentale la preparazione tecnica nell'espressione artitica KB: Minima, un artista che ha lo stimolo per produrre e ricreare le proprie visioni lo fa in ogni modo, con qualsiasi mezzo, con o senza preparazione tecnica. Il genio di un artista sta appunto in questo, creare il proprio mondo con le proprie capacità innate.
MO!: Da quale lato della macchina fotografica ti trovi più a tuo agio? KB: Dipende dal modo in cui sono posta nel lato, in entrambi esprimo me stessa e in questo non posso sentirmi a disagio. Il lato di modella è ancora in fase proggettuale, non saprei dare una risposta esauriente o particolarmente corretta.
MO!: Qual'e' il confine tra erotismo e pornografia? KB: Penso che si distinguano soprattutto la finalit. L'erotismo è una forma d'espressione attraverso la passione, lussuria e sensualità; la pornografia è escusivamente finalizzata ad un intrattenimento self-made.